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Inno alla Memoria

  • 27 gen 2015
  • Tempo di lettura: 2 min

Non solo il giallo ma anche il rosso, il verde, il viola, il blu, il marrone, il nero, il rosa erano i colori dei triangoli che nei lager segnalavano per quale “crimine” si era reclusi. Era un crimine essere ebreo, oppositore politico (anche solo presunto), fuorilegge, testimone di Geova, esule, rom o sinti, emarginato (per esempio malato di mente o prostituta), omosessuale. Il nostro Liceo attraverso quei colori ha voluto ricordare l'importanza della Giornata della Memoria, distribuendo in modo simbolico gli stessi “triangolini” agli alunni, il tutto grazie all'aiuto degli studenti e al sostegno del Preside. Una piccola iniziativa, ma di estrema importanza. Lo scorso secolo è passato alla storia, oltre che per le conquiste scientifiche e tecnologiche, anche per i crimini che vi sono stati commessi. Si ricordano le manovre politiche e il crollo dell'unione sovietica, ma soprattutto si ricorda la Shoah. Nessuno potrà mai comprendere le sofferenze di coloro che furono privati della propria dignità e sottoposti ad umiliazioni e torture. Ci definiamo civili e puntiamo al progresso, ci commuoviamo e poi..si continua a vivere, sicuri di non essere toccati da alcuna violenza. La giornata della memoria serve per farci riflettere, per farci imparare dagli errori commessi in passato, per non dimenticare. Nel corso del tempo ha purtroppo assunto tratti molto retorici. Non deve essere un'occasione per manifestare la falsa coscienza e non può essere usata in modo strumentale. “Ricordare il passato per non essere condannati a ripeterlo” diceva saggiamente Nilde Iotti, ma quello che noi oggi chiamiamo “sviluppo”, è una strada lastricata di eccidi, di stragi, che non finiscono neppure oggi. Sono passati solo dieci anni dalla sua istituzione, eppure già si parla di logorio del giorno della memoria, lo si considera un esercizio retorico e già liso. Ma in tempi di antisemitismo e antigitanismo, di razzismo e di crisi della convivenza, il giorno della memoria non è solo una parentesi di retorica buonista: è un’occasione per interrogarsi sulle radici e sul futuro delle società europee e non. Inoltre la giornata della memoria non deve essere a senso unico, ma una giusta riflessione su tutti i crimini dell'umanità, di qualsiasi epoca. Perché di popoli oppressi nella storia, che hanno perso la vita per ambizioni altrui e che ora sono dimenticati (armeni,curdi,nativi americani,palestinesi...),ce ne sono stati e ce ne sono tanti e hanno i loro diritti,soprattutto quello alla memoria, e vanno aiutati ad affermarli, dalla comunità internazionale, da tutti i democratici. “Se non riscopriamo questo aspetto,” dice il famoso scrittore, compositore, attore e drammaturgo ebreo Moni Ovadia, “ la Giornata della Memoria si indebolirà progressivamente e perderà il suo grande, immenso valore". Perché se il ricordo è fine a se stesso non è utile a nessuno.

Ouss,

Riccardo Cherubini,

Margherita Caroti

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