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FOTO SIMBOLO : quando una bambina si arrende ad un teleobiettivo

  • 13 mag 2015
  • Tempo di lettura: 2 min

Una bambina alza le mani in segno di resa di fronte ad un fotografo, ha scambiato l’obiettivo della macchina fotografica per la canna del fucile. È successo in Siria, quando una bimba di 4 anni si è trovata di fronte il fotografo Osman Sagirli, nel campo profughi di Atmeh. Lo scatto ha fatto il giro del mondo e in occidente è diventata virale il 24 marzo, dopo essere stata twittata in inglese dalla fotoreporter Nadia AbuSahan: in pochi giorni l’immagine è stata retwittata più di 11.000 volte. Venerdì 27 marzo è stata poi pubblicata su Reddit ottenendo più di 5.000 condivisioni e 1.600 commenti.La BBC ha ricostruito la storia che sta dietro a questa foto, contattando l’autore dello scatto, che rivela d’aver fatto la foto nel dicembre 2014 e di averla pubblicata per la prima volta a gennaio sul quotidiano turco Türkiye, per cui lavora da 25 anni. Il fotografo ha raccontato com’è andata: “Quel giorno stavo utilizzando un teleobiettivo e la bimba ha pensato che fosse un’arma, ha detto Sagirli alla BBC, ho capito subito che si era spaventata. Normalmente i bambini nascondono la loro faccia o sorridono quando vedono una fotocamera”. Hudea, la bambina protagonista dello scatto, era arrivata nel campo di Atmeh, a circa 10 km dal confine turco , dove ha trovato riparo dopo essere scappata dalle bombe con sua madre e due fratelli dopo un viaggio di 150 km. Il fotoreporter turco trova le immagini dei bambini nei campi particolarmente rivelatrici. “Sai che ci sono persone sfollate nei campi, ma ciò che hanno sofferto si vede attraverso i bambini. Sono loro che riflettono i sentimenti con la loro innocenza“ La Siria è un paese in cui la guerra civile, in atto dal 2011, ha causato la morte di 206.000 persone. Solo nel 2014, stando ai dati del Syrian Observatory For Human Rights, sono morte 76.000 persone, di cui più di 3.500 bambini.Per Sagirli il senso dello straniamento e della sofferenza sono più acuti nei bimbi costretti a vivere nei campi, in quanto la loro innocenza riflette quello che davvero rappresenta la guerra. Distante 150 km da casa, a soli 10 km dal confine turco, Hudea ha lo sguardo pieno di paura dei bambini che stanno vivendo un incubo. Due occhi indimenticabili, che ci interrogano.

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