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L’importanza del Giornale Scolastico: “La Voce del Redi”

  • 27 gen 2015
  • Tempo di lettura: 2 min

Vorrei utilizzare lo spazio assegnatomi per fare una piccola premessa. Torno a sottolineare, come poi farò in questo breve articolo, che il Giornalino è nostro, di noi ragazzi e che per migliorarlo serve l’appoggio di quanta più gente possibile, colgo quindi l’occasione per invitare tutti gli interessati a informarsi e a prendere coscienza che uno spazio esiste, che esiste un veicolo per poter comunicare agli altri le proprie idee. Sprono chiunque a cercarmi per saperne di più e a tentare di adoperarsi per qualcosa che spero manterrà il suo valore.

Tornando a noi, perché fare, o per meglio dire, riabilitare il Giornale Scolastico? Certo, non è una grande domanda, ma merita anch’essa una risposta. E come fare per spiegarlo in uno spazio così modesto? Eppure dobbiamo provarci.

Potremmo dire che il Giornale deve esistere per poter permettere un’informazione più pulita e a-partitica all’interno della scuola, ma suonerebbe forse troppo altisonante. Potremmo forse allora motivarlo dicendo che vogliamo divertirci tutti insieme, parlando insomma in termini più modesti, ma forse così, sminuiremmo l’importanza di un Giornale che vorremmo continuare a scrivere con la “G” maiuscola e senza il diminutivo “ino”. Allora potremmo anche solo accontentarci di dire che il Giornale Scolastico è un canale di unione, che spera solo di dare un volto alla scuola e ai suoi studenti. Possiamo forse allora affermare che il Giornale Scolastico vuole né più né meno essere ciò che il suo titolo ci suggerisce, una Voce, un bisbiglio a volte, un suono, nostro, coeso e costante che possa rianimare la scuola, nel senso che possa donargli un nuovo piccolo nucleo, che possa far ridestare l’interesse dei ragazzi verso la conversazione, verso lo scambio di opinioni. Se ci prefiggeremo un obiettivo così modesto, potremo scrivere qualcosa di più sereno e di più curioso a volte, potremo discutere e cambiare idea e allargarci sempre più, destando nuovo interesse, inglobando nuovi studenti, aprendoci a tutti, scrivendo di tutto, riavvicinandoci alla piccola comunità che potremmo formare. E così alla fine non saremo forse più nemmeno un Giornale, più nemmeno una Voce quando tutti vi parteciperanno, ma solo una piattaforma, uno spazio libero in cui poter condividere idee. Scrivere allora, non servirà più, ma fino a quel giorno, speriamo di costruire a poco a poco il nostro forum per incontrarci e dibattere, per conoscerci.

Stefano Cascini, con la collaborazione di Rebecca Tuberti

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