Il fenomeno Gaetano
- 8 feb 2015
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Capita spesso, che musica di 30, 40 anni prima, torni alla ribalta; che sia musica italiana o straniera, il successo postumo è spesso dovuto ad una qualche rivisitazione esterna o ad una attualizzazione dei concetti che racchiude. Rino Gaetano, noto cantautore attivo nell’arco dei ’70, deve il suo attuale successo ad entrambi i fattori; è stato scoperto da molti, specialmente giovani, grazie alla serie tv sulla sua vita, da poco prodotta e trasmessa, che ha consentito inoltre un’analisi più approfondita di testi e tematiche. Morto prematuramente , ci ha però lasciato un’ampia eredità musicale; tra i suoi brani più celebri infatti spiccano grandi successi della nostra storia musicale italiana. A lui dobbiamo ed esempio “Gianna” e “Berta filava” i cui testi, famosissimi, sono una descrizione critica della politica italiana di allora, la cui situazione, dopo più di 40 anni non è ancora cambiata. Un altro celebre esempio di attualità è “Spendi spandi , effendi”: Gaetano qui, affronta infatti il problema dei carburanti e del loro costo ai tempi, ancor meno allarmante di quello odierno. E’ importante capire come la critica sia abilmente celata dall’apparente nonsense dei testi; Gaetano infatti , si è avvalso spesso di espressioni dialettali , elenchi confusi di cose (celeberrimo esempio ne è “Sfiorivano le viole”) ed allegorie a personaggi politici o eventi di primo piano dell’epoca. Per quanto riguarda il dialetto, vi è da puntualizzare che egli è sempre stato legato alla sua terra natale, la Calabria, che lui ha voluto omaggiare in “Ad esempio a me piace il sud”, rimanendo quindi non solo legato alla sua terra, ma al suo “popolo”, che non era poi solo quello meridionale, ma quello italiano nella sua interezza; a tal riguardo, Gaetano scrisse nel 1976 “Mio fratello è figlio unico”, da sempre uno dei cavalli di battaglia dell’autore, in cui lui racchiude la sua pena per il “fratello”, ovvero noi, il popolo comune che come lui non ha avuto la fortuna di essere qualcuno. Ma se a dare inizio a questa ribalta musicale di Gaetano sono stati prevalentemente i pezzi di satira e critica politica, è impossibile trascurare le opere puramente artistiche da lui composte: pezzi del calibro di “Escluso il cane”, “Il compleanno della zia Rosina” e “Supponiamo un amore”, il cui peso poetico e la valenza strettamente tecnica-musicale non sono assolutamente minori. Crocevia della sua carriera musicale è senz’altro la partecipazione al festival di Sanremo nel 1978, ed è qui che proprio con la canzone “Gianna” raggiunge il terzo posto, posizione che, sebbene eccellente, verrà reputata stretta in futuro per Gaetano, grazie ad una più approfondita analisi della canzone e del suo messaggio. Gaetano scompare solamente 3 anni dopo, a soli 30 anni, per un tragico incidente in auto: la sua morte, tragica per il “suo” popolo, non ci lascia che sperare in un mondo con sempre più musica, in un “cielo sempre più blu”.
Gianmarco Genalti
























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