TRA GOLDRAKE E LA REALTA’: MOBILE SUIT GUNDAM
- 12 feb 2015
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“Vita o Morte, non si può conoscere la risposta prima della fine; quel che è certo è che quando il cielo si illumina di splendidi bagliori, alcune persone, centinaia di persone, si stanno trasformando in polvere cosmica”
Questa frase sintetizza bene il nucleo fondamentale di MSG; non siamo più davanti a un semplice cartone animato di mecha, stiamo bensì parlando di una fantastica epopea bellica, che al contempo è un bellissimo inno alla pace. Parlare di MSG difficile, perché sto scrivendo di una delle opere più rivoluzionarie di fine ‘900, una serie che ha cambiato i canoni degli anime di robot, e che non è mai stata più eguagliata per bellezza e qualità dei contenuti. Siamo infatti ben lontani sia dalle epiche ma al contempo un po’ ingenue serie naganiane (come ad esempio Goldrake), sia dall’oscurità e dal fastidioso fan service delle opere più moderne (una su tutte, Evangelion). Il fattore più importante del successo di Gundam sono i suoi personaggi immortali. E’ giusto partire dal protagonista, Amuro Rei. Amuro è un personaggio in cui è molto facile impersonificarsi, che riesce a essere al contempo sicuro e orgoglioso del suo stato di pilota e new type (nuova evoluzione del genere umano), sia esitante, in balia di emozioni tipiche della sua età, come l’amore o la cieca vendetta nei confronti dei nemici. Dall’altra parte abbiamo invece Char, la Cometa Rossa, uno degli antagonisti più carismatici mai creati, che intraprenderà con Amuro, all’interno di un contesto di guerra fantascientifica, un duello che potremmo definire quasi proprio di due eroi romantici. Gli altri personaggi secondari, che siano alleati o nemici, sono contraddistinti da una caratterizzazione molto semplice, ma al contempo efficace, che permette allo spettatore di stabilire un grande legame emotivo con loro. Ma il vero protagonista in MSG è il conflitto tra la Federazione e Zeon: la guerra che viene raccontata è sanguinosa, con perdite dolorose di entrambi gli schieramenti (infatti uno delle particolarità di MSG è che non c’è una vera distinzione fra “buoni” e “cattivi”). Ogni morte è un pugno rifilato allo stomaco dello spettatore: anche il nemico di turno ha un motivo per cui speriamo che rimanga in vita, come un’amata da cui ritornare, o una famiglia da difendere. Anche gli stessi protagonisti, che non sono altro che ragazzi per la maggior parte, sono vittime di una guerra non voluta da loro, ma bensì da forze superiori vogliose solo di potere e denaro, a cui ben poco importano le vite dei soldati e dei civili. E’ giusto parlare di un aspetto che spesso viene trascurato di alcune opere: oltre alla morale, alle emozioni che ci fa provare, alle riflessioni che ci apre davanti, MSG rimane una fantastica opera di intrattenimento. Anche se ormai sono passati più di trent’anni dalla sua uscita, i combattimenti e le battaglie di MSG riescono ancora a creare un grande coinvolgimento e a divertire lo spettatore. Una menzione va infine fatta per l’ispiratissimo design dei mobile suit, primi veri esempi di robot disegnati come funzionali macchine da guerra. Inutile dirvi quanto vi consigli quest’opera, perciò mi limito a invitarvi a prendere parte anche voi a questo fantastico viaggio di formazione, sia per l’equipaggio della White Base, sia per lo spettatore. Federco Bartolozzi
























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